I vitelli sani crescono spontaneamente 

Nutrizione, igiene e clima: la base di un allevamento senza problemi

Il latte di vacca crudo può trasmettere la salmonella ai vitelli

Il latte di vacca può contenere agenti patogeni che potrebbero creare problemi al vitello in una fase successiva. Il giovane vitello nelle prime quattro settimane ha pur sempre poche difese immunitarie.  Anche la salmonella si trasmette facilmente attraverso il latte di vacca da questa al vitello.

I batteri della salmonella si presentano in circa 2000 varianti, ciascuna con un proprio nome.  Il batterio si trova nell'intestino e nelle feci di tutta una serie di specie animali.  Nel caso del bestiame da latte le tipologie più ricorrenti sono due: la Salmonella Dublin e la Salmonella Typhimurium.

Praticamente subito dopo il contagio, gli animali colpiti espellono i batteri attraverso le feci per un periodo che va da una a tre settimane. I sintomi sono febbre alta (41°C), diarrea, aborto e morte.

I giovani vitelli sono i più soggetti a salmonellosi

Tutti i bovini sono a rischio salmonellosi, ma i giovani vitelli lo sono in misura maggiore. Nella maggior parte dei casi l'infezione si presenta inaspettatamente con quadri clinici che insorgono contemporaneamente:

  • alcune vacche malate con febbre alta e/o aborti;
  • alcuni animali con gravi forme di diarrea, a volte sanguinolenta;
  • la sintomatologia si presenta in vacche da latte, bestiame giovane e in vacche in asciutta. In quest'ultimo caso nascono vitelli deboli.
  • In alcuni casi gli animali malati vanno incontro alla morte.

I sintomi della salmonella sono molto diversi fra loro

I sintomi possono differire fra loro notevolmente: gli animali possono essere gravemente malati oppure è possibile che si verifichino un paio di aborti. La gravità del focolaio dipende probabilmente soprattutto dalle difese presenti nella coppia.

Alcune ricerche hanno dimostrato che sono soprattutto le distomatosi e le infezioni con il virus BVD (diarrea virale bovina) ad abbassare considerevolmente le difese contro la salmonella.

Quasi tutti gli animali debellano un'infezione e dopo un certo periodo di tempo sono di nuovo esenti dal contagio. Gli anticorpi, quindi, scompaiono dal latte e dal sangue nel giro di 3-9 mesi. La malattia, però, ostacola la crescita e rallenta lo sviluppo. Per questo è fondamentale la prevenzione.

L'infezione non scompare facilmente

Le salmonellosi sono particolarmente fastidiose perché spesso creano portatori sani. Si tratta di animali che non riescono a debellare correttamente l'infezione e possono espellere costantemente, o a intervalli, il batterio della salmonella con le feci.

Anche quando la mungitura avviene correttamente e nel rispetto delle norme igieniche non sempre è possibile evitare che un po' di feci finiscano nel latte. L'azienda lattiero-casearia pastorizza il latte e quindi il problema per il consumatore non si pone.

I vitelli che bevono latte di vacca sono vulnerabili alla salmonella

Nutrendo i vitelli con latte crudo, vi è una buona possibilità che questi contraggano la salmonella. E sono proprio i vitelli giovani i più esposti alla salmonellosi. Possono ammalarsi gravemente e persino morire se non vengono curati tempestivamente. In una prima fase, diarrea, polmonite e febbre alta sono i sintomi principali.

In presenza di anticorpi della salmonella nel latte sfuso è, pertanto, altamente consigliabile utilizzare latte di vacca e passare al latte in polvere per vitelli.

 

Programma di cura per la salmonella

Una volta rilevata un'infezione da salmonella, l'allevatore, di concerto con il veterinario, deve mettere a punto un programma di profilassi. Il gruppo di animali infetti va separato dagli altri presenti in azienda.

Misure:

  • è richiesta la massima igiene;
  • si pensi a vasche di disinfezione, stivali e abbigliamento appositi, ecc.;
  • anche l'igiene personale è estremamente importante. La salmonellosi, infatti, è un'infezione che può essere trasmessa anche all'uomo. Fate in modo che il minor numero possibile di familiari entri in contatto con gli animali contagiati. I bambini, quindi, non devono assolutamente giocare nella stalla infetta.
  • Anche il cane va tenuto fuori dalla stalla;
  • Dopo aver curato gli animali, lavatevi bene le mani;
  • Se l'infezione è fra le vacche in lattazione, ovviamente non bevete latte crudo. Cuocetelo prima attentamente, che è comunque sempre meglio.

Individuare i portatori sani

In circa 2 aziende su 3 in cui si è verificata una salmonellosi acuta, sono presenti dei portatori sani. Questi animali non sono malati ma contagiati ed espellono, quindi, sistematicamente il batterio attraverso le feci.

Occorre individuare i portatori sani mediante coprocoltura o emocoltura. La cosa migliore è abbattere questi animali. Analizzando poi il latte sfuso, è possibile appurare se il batterio è ancora presente in azienda.

 

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